Manuale di Sopravvivenza · scrittura

Manuale di Sopravvivenza I – Beta Reader Fantastici e Dove Trovarli

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Il nostro romanzo è pronto.
Stanchi, ma soddisfatti, ce lo riguardiamo collo stesso sguardo sognate che le neo-mamme e i neo-papà riservano al loro frugoletto al di là del vetro della nursery del reparto maternità, ignorando, gli stolti, che quel fagottino di tre chili scarsi a breve sconvolgerà i loro ritmi, i loro giorni e le loro notti.
Un autore è un po’ come una puerpera: esausta, ma soddisfatta, si culla e vezzeggia il proprio romanzo (o racconto) con la consapevolezza di aver messo al mondo un piccolo capolavoro. Certo, un romanzo non ci costringerà ad alzarci alle tre di notte per la poppata, non soffrirà di coliche e non dovrà fare il vaccino o vedersela coi dentini che spuntano (rogne simili ce le ha già somministrate magna cum copia in fase di scrittura); però, a modo suo, anche un romanzo impegna l’autore dopo che questi ha concluso la narrazione.

Immagina che il romanzo pubblicato sia un figlio che ha testé compiuto diciotto anni e che può andarsene in giro per il mondo colle proprie gambe. E per potersene andare in giro colle proprie gambe, il tuo romanzo (o racconto) deve essere passato attraverso la fase di revisione. Parafrasando La Storia Infinita, questa è un’altra storia.  Quindi, se credevi che fosse finita, mi spiace per te, ma è vero il contrario. Prima che il tuo romanzo (o racconto) raggiunga la dignità di pubblicazione ci sono ancora tutta una serie di passi che devi compiere, il primo dei quali è rivolgerti alla triade Beta Reader – Editor – Proofreader.

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Abbiamo già analizzato in quest’articolo quali siano codeste figure, quali i loro compiti e a che punto della revisione intervengano (rigorosamente a gamba tesa da dietro) sulla tua storia. Oggi, invece, rispondiamo al quesito, più legittimo, che si pone un autore dopo aver tirato fuori il proprio manoscritto dal cassetto, averlo rivisto e corretto con la spietatezza dell’aquila che afferra l’agnellino: «Sì, vabbé, ma dove e come trovo un Beta Reader/Editor/Proof Reader?».

La domanda da porsi, però, è un’altra: il tuo manoscritto vedrà la pubblicazione (inclusi il self-publishing e il crowfunding), oppure resterà qualcosa di amatoriale e/o fruibile gratuitamente sul tuo blog e/o su un sito di scrittura creativo?
Se la risposta a questa domanda è riassumibile con un «La seconda che hai detto!», allora salta oltre; se, invece, prevedi che i tuoi ipotetici lettori acquistino il tuo romanzo (o racconto), ti consiglio di affidarti ad un professionista. Lo so, i professionisti costano e tu vuoi fare tutto in economia. È umano, per carità. Ma non si possono fare le nozze coi fichi secchi.
Senza contare che chi acquisterà il tuo romanzo (o racconto) pagherà per averlo tra le mani perché gli stai offrendo un qualcosa che potrebbe trovare in una qualsiasi libreria d’Italia. Non è serio fornire un prodotto di scarsa qualità. Tu ti arrabbieresti se comperassi un romanzo e vi trovassi dentro refusi, errori e incoerenza a livello di trama?
Io, sì. E parecchio pure, visto che pago il tuo lavoro con dei soldi veri e non con quelli del Monopoli. Ecco perché dovresti cercare un professionista che corregga il tuo testo da cima a fondo. Sì, costa. Sì, c’è la crisi. Sì, sì e ancora sì. Però, per ogni spesa che ci troviamo ad affrontare, dall’acquisto dei regali di Natale alla nuova automobile, si stila un budget entro cui muoversi. È poco realistico imbarcarsi in una qualsiasi impresa senza avere dei parametri, no?
Quindi, stima una somma realistica – qualcosa che ti permetta di pagare un professionista senza mangiare pane e cipolle per sei mesi – e prevedi un margine di un 25% per gli imprevisti.
Just in case, come dicono gli inglesi.

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In rete esistono diverse soluzioni che ti permetteranno di trovare la consulenza più adatta alle tue tasche. StreetLib fornisce un servizio in più fasi per aiutarti ad armonizzare il tuo lavoro nelle varie tappe della sua revisione, dal betaggio al proof-reading all’impaginazione alla creazione della copertina per gli e-book.
Carta e Penna è un altro sito che promuove diversi servizi a pagamento per la revisione dei testi.
Ghostwriters Roma fornisce un servizio di editing e correzione di bozze, le cui tariffe sono chiaramente elencate qui.
La Bottega dello Scrittore fornisce un servizio di revisione gratuito per i propri soci.
Tutto sta nello scegliere la soluzione che meglio si adatta a noi, alle nostre tempistiche e alle nostre tasche, e nel contattare la persona da noi scelta.
Consiglio anche di dare un’occhiata in rete per trovare volenterosi editor che, per farsi le ossa, revisionano i testi altrui: di solito, proprio perché non si tratta di professionisti, le loro tariffe sono più basse di quelle di mercato e, magari, più abbordabili.

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Tuttavia, è anche possibile che, dopo un’onesta analisi delle nostre finanze, ci si ritrovi a non disporre di un budget adeguato a coprire questa spesa e non si voglia aspettare di racimolare la somma necessaria; oppure potremmo anche decidere che, come primo esperimento, ci si possa limitare ad una pubblicazione gratuita online sul nostro blog e/o su un sito di scrittura amatoriale; in entrambi i casi sarà meglio non contattare i professionisti per mercanteggiare sul prezzo delle loro prestazioni.
Mercanteggiare non è serio.
Mercanteggiare è il male.
Mercanteggiare è offensivo nei confronti dell’altra parte, e svilente nei nostri, di confronti.
Pensaci: quando ti si allaga la casa, chiami l’idraulico e paghi la cifra che dice lui, non quella che hai in mente tu. Quando l’automobile ti lascia per strada e chiami il carroattrezzi perché te la rimorchi fino dal meccanico, paghi la tariffa e nemmeno ti azzardi a contrattare. Perché dovrebbe essere diverso con un editor professionista?
Perché si occupa di parole?
Ma tu, con quelle parole, non vuoi comunque che ti entri in tasca qualcosa, foss’anche per ammortizzare le spese vive?
E allora, lo vedi che torniamo sempre a monte?
Non si possono fare le nozze coi fichi secchi.
Sad but true.

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«Quindi, cosa faccio? Mi attacco al tram?»
Assolutamente no.
Esistono diverse soluzioni per chi vuole limitarsi alla scrittura amatoriale e decide di affidarsi ad un beta reader/editor/proof reader che si sobbarchi quest’impresa a titolo gratuito. In questo caso, però, le tre figure coincideranno in un’unica persona, di solito chiamata Beta. Puoi anche decidere di servirti di più Beta contemporaneamente, di affidare un primo intervento ad una persona a te vicina (tua sorella, la tua dolce metà, un collega volenteroso, un amico) e poi di servirti delle cure di uno o più Beta online. Insomma, questa parte devi gestirtela da solo.
Anche qui, esistono molte soluzioni diverse, a seconda del bacino di pesca che scegliamo di esplorare. Molti siti di scrittura creativa hanno all’interno dei loro forum una sezione dedicata al reclutamento dei beta reader o in cui alcuni volenterosi lettori propongono il proprio tempo e la propria penna per aiutare gli scrittori esordienti. Di solito, è buona norma specificare cosa si è scritto, quanto è lungo il nostro romanzo o racconto (in cartelle, mai in pagine), e fornire una breve sinossi dello stesso.
Questo è un passaggio necessario per attirare il Beta che fa al caso nostro: è inutile proporre un romanzo d’amore a chi mastica fantascienza e viceversa. Il Beta deve essere sì una persona che legga e commenti (e in questo specifico caso corregga) ciò che abbiamo scritto, e se da un lato è vero che un romanzo (o un racconto) ben scritto riesce a fare breccia anche in chi è digiuno di un dato genere letterario, dall’altro dobbiamo affidarci a chi conosce quel genere e le sue sfumature. Facciamo un passo di umiltà e rimettiamoci a lui.

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Il Gruppo Spectre propone un servizio gratuito di betaggio in tempi medio-lunghi, a partire dai due mesi, due mesi e mezzo; mi rendo conto che questa tempistica possa risultare geologica per chi ha un romanzo scalpitante nel cassetto, ma la scrittura richiede pazienza. E anche il termine gratis sottintende che chi si sobbarcherà questo compito lo farà nel proprio tempo libero e non di certo in orario d’ufficio.
Il gruppo Beta Readers Italia attivo su goodreads propone un servizio di betaggio a catena: ossia ci si iscrive, si posta il link al proprio romanzo (o racconto) e chi viene dopo di noi, si occuperà della nostra storia. È sottinteso che anche noi si legga e si commenti l’opera di qualcun altro nella lista, un modo per ripagare la buona volontà di chi ci aiuta in fase di revisione.
Altri siti affidabili sono il Rifugio degli Esordienti, che con le sue letture incrociate offre un servizio gratuito attraverso il quale dei lettori volenterosi giudicano il vostro romanzo (o racconto), e sul forum di Writer’s Dream è possibile trovare dei Beta che si sobbarchino l’onere di leggere la nostra storia a titolo gratuito.
Facebook ci viene incontro con il gruppo Beta Readers – Italia, che prevede uno scambio costruttivo tra autori in cerca di un consiglio e lettori volenterosi. Il gruppo è privato, occorre iscriversi per partecipare alle attività.
Insomma, anche qui ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze, a patto di armarsi di sana pazienza e di trovare il lettore che fa al caso nostro.

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C’è poi una terza via, percorribile da scrittori non proprio alle prime armi che frequentino siti di scrittura creativa anche come lettori, o i cui Beta Reader di fiducia abbiano appeso la penna rossa al chiodo. Succede più spesso di quanto non si creda, ché in molti casi quest’attività trova meno spazio quando si termina l’università e si inizia a lavorare; oppure, molto più prosaicamente, le nostre strade si sono divise, perché magari la nostra penna è evoluta in un modo e il nostro beta non riesce a stargli dietro. I rapporti umani sono mutevoli perché noi stessi cambiano, nel corso del tempo. Non c’è da stupirsi se, ad un certo punto del nostro cammino, noi si resti senza Beta.
Quindi, che si fa?
Ci si affida al passaparola.
Si chiede ad un autore o un’autrice che conosciamo e seguiamo se, per caso, non sappia consigliarci un nome che faccia al caso nostro. Questa soluzione presenta molti vantaggi, ché se un lettore conosce già il genere di cui trattiamo – e spesso tendiamo a leggere le opere di chi scrive sulla nostra stessa materia – non dovremo spiegare tutto per filo e per segno – o quasi – e spesso possiamo toccare con mano come lavora.
Se Tizia ha già letto e betato le storia dell’autore Pincopallino avremo accesso sia al giudizio di Pincopallino su come lavora Tizia, sia potremo dare un’occhiata a cos’altro abbia revisionato Tizia per sapere come, quando e quanto intervenga in un testo.
Si potrebbe eventualmente chiedere a questo autore o a quest’autrice di cui sopra di farci da Beta, ma è un sistema valido solo nel caso in cui ci sia la stessa onestà intellettuale – ché certe richieste presuppongono di fare altrettanto, in cambio, e se non si è disposti o non si hanno i mezzi per, allora conviene passare la mano – e lo stesso tempo libero. Superata una certa età, il proprio tempo libero diventa preziosissimo, e per chi scrive lo è ancora di più, ché spesso si deve contare sulla pazienza di chi vive accanto a noi. Conviene mettere in conto di dover sacrificare un po’ del nostro tempo libero per chi ci aiuterà nella revisione del testo, ma, come si dice, una mano lava l’altra e tutt’e due lavano il viso.

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Quale che sia la figura a cui ti rivolgerai – un professionista della parola o un onesto lettore amatoriale – occorre andare per gradi, proseguire con metodo e solo dopo inviarle/gli il nostro elaborato. Magari Tizia o Caio in questo momento non possono aiutarci. O magari Tizia e Caio amano che li si contatti in un certo modo. Rammenta, poi, che il tuo romanzo (o racconto) è la cosa più preziosa che hai, e che meno copie della stessa circoleranno, più al sicuro sarà la sua freschezza. Vogliti bene e proteggi ciò per cui hai passato ore a lambiccarti il cervello, che ti ha fatto penare davanti al foglio bianco, che ti ha fatto passare per la valle delle lacrime che tutti conosciamo come Blocco dello Scrittore. Insomma, la tua storia ti avrà fatto vedere i sorci verdi in fase di scrittura – e non negarlo; tanto, non ti crede nessuno – ma se ne è valsa la pena (e la risposta in questo caso è una sola: «Sì!!»), allora tratta il tuo piccolo capolavoro per quello che è: un diamante grezzo da esporre all’altrui vista solo quando la mola del gioielliere l’avrà ripulito da tutte le impurità.

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Ma come scegliere un Beta?
Esiste un modo per emergere nel mare magno delle richieste?
Come faccio a farmi dire di sì?
Fin dove si deve spingere?

A questi, e a molti altri quesiti, risponderò nel prossimo appuntamento. Intanto, se vuoi pormi delle domande specifiche sull’argomento, o fare due chiacchiere, lo spazio dei commenti è a tua disposizione! Sfruttalo!

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